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La Terza Conferenza internazionale sul "Finanziamento per lo sviluppo" è stata chiamata a rispondere in modo chiaro ad alcune domande cruciali, quali: come verrà finanziata l’agenda “post 2015”?; quali impegni concreti da parte dei paesi più ricchi e dell’Unione Europea?; quali impegni da parte dei paesi partner e in particolare (ma non solo) africani?; quale ruolo per il settore privato nelle strategie globali di lotta alla povertà? Paolo Dieci, presidente di Link2007, Cooperazione in Rete, che ha partecipato ai lavori della Conferenza, ne ha tratto alcune considerazioni interessanti. La novità principale di Addis Abeba rispetto a Monterrey e Doha risiede nel maggiore accento posto sulle responsabilità condivise. E’ in questo quadro che si colloca l’enfasi posta sulla mobilitazione delle risorse domestiche, a partire da più efficienti ed equi sistemi fiscali. Così come in questa direzione va l’apertura al settore privato, dal quale si attendono investimenti a favore della crescita inclusiva e sostenibile. Al tempo stesso il “messaggio” di Addis Abeba è che l’aiuto pubblico allo sviluppo rimane uno strumento indispensabile nell’ottica dell’eliminazione della povertà assoluta entro i prossimi 15 anni. Per leggere l'intero articolo di Paolo Dieci: http://www.onuitalia.com/2015/07/16/laccordo-di-addis-abeba-responsabilita-condivise-ed-equita-fiscale/ Per un ulteriore approfondimento: Nino Sergi http://www.onuitalia.com/2015/07/16/la-nuova-sfida-di-renzi-e-dellitalia-creare-occupazione-in-africa/
Addis Abeba, 15.7.2015: I rappresentanti dell'Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (AOI), del Coordinamento Italiano Networks Internazionali (CINI) e di Link 2007 Cooperazione in Rete, presenti nella delegazione italiana alla terza conferenza sui finanziamenti per lo sviluppo in corso ad Addis Abeba, valutano positivamente gli impegni enunciati ieri nella capitale etiopica dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi. E' intanto da registrare come una buona notizia che l'Italia sia una delle poche nazioni ad essere rappresentata nell'assise internazionale dal capo del governo. Si accoglie con soddisfazione l'impegno ad aumentare in modo significativo le risorse destinate all'aiuto allo sviluppo fin dalla prossima legge di stabilità. L'obiettivo, ha detto Renzi, è fare sì che al prossimo vertice "G7" previsto in Italia nel 2017 il nostro paese non sia più all'ultimo posto per ciò che concerne la percentuale del Prodotto Interno Lordo destinata alla cooperazione internazionale. Non possiamo poi che condividere l'affermazione fatta dal presidente del consiglio circa l'impegno morale, non negoziabile, di soccorrere e salvare i migranti in arrivo sulle nostre coste. Così come fondamentale saranno i progetti volti a costruire ponti tra le comunità migranti e i paesi di provenienza. La Conferenza di Addis Abeba conferma l'ampiezza e la difficoltà delle sfide dei prossimi anni. Il nostro paese può e deve avere un ruolo di primo piano.
Roma, 6 luglio 2015: Alla prima riunione del Consiglio Nazionale, tenutasi oggi a Roma al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con all’Ordine del Giorno il Documento Triennale di Programmazione, lo stato dell’arte sul processo di riforma della cooperazione italiana e i negoziati internazionali in atto, siamo giunti tutti carichi di aspettative. Rappresentanti del mondo non governativo, del settore profit, dell’associazionismo, del mondo accademico, dell’immigrazione, della finanza, di enti locali, di istituzioni e ministeri, hanno avviato un percorso, previsto dalla legge 125 / 2014, che va nel segno dell’ampliamento del sistema di governance della cooperazione allo sviluppo dell’Italia. E’ significativo che questo sia avvenuto alla vigilia del primo appuntamento internazionale di quest’anno, definito correttamente “l’anno delle agende globali”: la Conferenza di Addis Abeba sui finanziamenti per lo Sviluppo (13 – 16 Luglio). La “scommessa” del Consiglio Nazionale è la stessa della legge che lo ha determinato: fare essere la cooperazione internazionale una strategia condivisa da tutti i principali settori della società italiana, senza disperdere il patrimonio di professionalità e di rigore sviluppato negli scorsi decenni.
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