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Nel corso dell'assemblea del 13 maggio il CCM, ELIS e WF sono entrate ufficialmente in Link 2007 Cooperazione in Rete. Si tratta di un passaggio importante per la nostra rete, che sta tra l'altro mettendo a fuoco nuove iniziative nel solco dell'impegno verso l'accountability e l'efficacia degli aiuti. In una fase nuova della cooperazione allo sviluppo italiana, Link 2007 e le sue ONG intendono affermare la centralità degli interessi e dei bisogni dei popoli e delle comunità dei paesi più poveri per la cooperazione internazionale, a sostegno della pace, della distensione, della stabilità. Sono i valori forti delle nostre ONG, che condividono l'impegno per mettere a fuoco, tra di loro e con i loro partner, strategie e metodologie di intervento sempre più rispondenti alla necessità di assicurare reale impatto ai programmi di cooperazione.
Siamo d’accordo con quanti, anche nel Governo, sostengono che il rilancio della nostra cooperazione internazionale allo sviluppo, oltre a favorire processi di pace costruendo solidi partenariati, può utilmente contribuire alla fuoriuscita dalla crisi. Rispondere di più e meglio ai bisogni e alle richieste dei paesi e dei popoli africani, mediterranei e del vicino Oriente, latino americani, asiatici, significa anche accrescere il ruolo dell’Italia in Europa e nel Mondo. E’ un obiettivo di tutti! Il rilancio della cooperazione deve comportare qualità ed efficacia nelle azioni di sviluppo. E’ per questo che LINK 2007 già il 7 marzo scorso, con un articolo firmato da Nino Sergi (http://www.onuitalia.com/2016/03/07/agenzia-cooperazione-sergi-appello-a-madia-per-completare-ranghi), ha aggiunto la sua voce all’appello al Governo affinché l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo sia rafforzata con nuovo personale con specifiche competenze e professionalità nel settore. Un appello ad oggi non ascoltato. Ci sono competenze italiane giovani, nelle Agenzie delle Nazioni Unite, nelle Organizzazioni Regionali di Sviluppo, nel mondo delle ONG, con anni di esperienza sul campo, alta professionalità e solida preparazione accademica, anche grazie al fatto che esiste da anni un’offerta formativa specializzata tramite il partenariato tra ONG e Università. Dare a queste persone l’opportunità di mettersi al servizio della cooperazione italiana è nell’interesse del paese. E’ anche così che possiamo e dobbiamo costruire il presente e il futuro della nostra cooperazione internazionale.
Cari candidati sindaci, nel prossimo mese di giugno concorrerete democraticamente per essere chiamati a guidare numerosi comuni italiani, tra i quali importanti città metropolitane. Si tratta di un appuntamento molto importante, sia per i cittadini dei comuni interessati, sia per l’intero paese. Infatti, dalle urne usciranno sindaci che, nei prossimi cinque anni, saranno chiamati ad affrontare le tante sfide che i territori italiani sperimentano, dalla povertà all’inquinamento, dal traffico allo smaltimento dei rifiuti, dall’educazione di qualità all’esclusione sociale. Ma c’è un’altra ragione per cui queste elezioni saranno importanti: quelle di giugno 2016 saranno le prime elezioni dopo la sottoscrizione, da parte dell’Italia e dei governi di tutto il mondo, dell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile (Agenda 2030) e dell’accordo sul clima di Parigi. Questi due impegni derivano dal riconoscimento dell’assoluta insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo da un punto di vista ambientale, ma anche sul piano economico, sociale e istituzionale. Essi riguardano tutti i paesi del mondo, accomunati nella categoria dei “paesi in via di sviluppo sostenibile”. L’Agenda 2030 si basa su 17 obiettivi e 169 sotto-obiettivi, che riguardano la povertà, l’alimentazione, la salute, l’educazione, l’occupazione, i diritti civili, la protezione dell’ambiente, l’innovazione e molto altro. E l’Italia si è impegnata a raggiungere tali obiettivi al più tardi entro il 2030, anche se ce ne sono alcuni che devono essere raggiunti prima di quella data, come la netta riduzione del numero dei giovani che non studiano e non lavorano e che nel nostro paese sono ben 2,5 milioni. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile caratterizzerà l’agenda politica in tutto il mondo per i prossimi 15 anni, le strategie delle imprese e della società civile, i comportamenti dei cittadini e i loro orientamenti politici. La ragione per cui portiamo queste tematiche alla vostra attenzione è che, tra i 17 Obiettivi c’è n’è uno, l’Obiettivo 11, che riguarda esplicitamente le città e impegna a: “rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”. Inoltre, all’Obiettivo 11 sono associati 10 “sotto-obiettivi”, che rendono molto concreta e precisa l’Agenda: 1. Entro il 2030, garantire a tutti l'accesso ad un alloggio e a servizi di base adeguati, sicuri e convenienti e garantire l’ammodernamento dei quartieri poveri. 2. Entro il 2030, fornire l'accesso a sistemi di trasporto sicuri, sostenibili, e convenienti per tutti, migliorare la sicurezza stradale, in particolare ampliando i mezzi pubblici, con particolare attenzione alle esigenze di chi è in situazioni vulnerabili, alle donne, ai bambini, alle persone con disabilità e agli anziani. 3. Entro il 2030, aumentare l’urbanizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità di pianificazione e gestione partecipata e integrata dell’insediamento umano in tutti i paesi. 4. Rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo. 5. Entro il 2030, ridurre in modo significativo il numero di morti e il numero di persone colpite da calamità, compresi i disastri provocati dall’acqua, e ridurre sostanzialmente le perdite economiche dirette rispetto al prodotto interno lordo globale, con una particolare attenzione alla protezione dei poveri e delle persone in situazioni di vulnerabilità. 6. Entro il 2030, ridurre l’impatto ambientale negativo pro capite delle città, in particolare riguardo alla qualità dell'aria e alla gestione dei rifiuti. 7. Entro il 2030, fornire l'accesso universale a spazi verdi pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per le donne e i bambini, gli anziani e le persone con disabilità. 8. Sostenere rapporti economici, sociali e ambientali positivi tra le zone urbane, periurbane e rurali, rafforzando la pianificazione dello sviluppo nazionale e regionale. 9. Entro il 2020, aumentare notevolmente il numero di città e di insediamenti umani che adottino e attuino politiche e piani integrati verso l'inclusione, l'efficienza delle risorse, la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici, la resilienza ai disastri, lo sviluppo e l’implementazione, in linea con il “Quadro di Sendai per la Riduzione del Rischio di Disastri 2015-2030”, la gestione complessiva del rischio di catastrofe a tutti i livelli. 10. Sostenere i paesi meno sviluppati, anche attraverso l'assistenza tecnica e finanziaria, nella costruzione di edifici sostenibili e resilienti che utilizzino materiali locali. A rendere ancora più “sfidante” l’Agenda per i futuri Sindaci ci sono molti altri Obiettivi e sottoobiettivi che riguardano le politiche territoriali: gestione dei rifiuti, sicurezza alimentare, assistenza sociale, eliminazione delle discriminazioni all’accesso dei servizi pubblici, ecc. L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce oltre 100 tra le più importanti realtà della società italiana (dalle organizzazioni sindacali a quelle datoriali, dalle associazioni femminili e quelle ambientaliste, dalle organizzazioni del volontariato e quelle del Terzo Settore, oltre che quasi 40 fondazioni e, ovviamente, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani) è impegnata a sensibilizzare i cittadini, gli operatori economici e sociali rispetto all’Agenda 2030, agli impegni assunti e alle opportunità che essa comporta per tutti noi. Insieme all'Anci, abbiamo deciso di sottoporre alla vostra attenzione l'opportunità e l'urgenza di inserire tra gli impegni che assumerete con la cittadinanza nel corso della campagna elettorale quelli indicati dall’Obiettivo 11 e gli associati “sotto-obiettivi”, facendovi carico della responsabilità, una volta eletti, di perseguire, per quanto di vostra competenza, gli obiettivi di sviluppo sostenibile attraverso azioni concrete da parte dell’Amministrazione comunale. Al contempo ASviS e Anci si impegnano a sollecitare e lavorare insieme al Governo, alle Regioni e a tutte le istituzioni affinché ciascuno faccia la propria parte e agisca per influenzare positivamente le condizioni economiche, sociali, ambientali e istituzionali delle comunità e dei territori del nostro paese. Cari candidati sindaci, Quello che è in discussione, cioè il nostro presente e il nostro futuro, è troppo importante per lasciare cadere o sottovalutare questa questione. E’ quindi fondamentale che tutti i decisori, pubblici e privati, compresi i Sindaci, si impegnino in questa direzione.
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