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Roma, 18.11.2014 Società frammentate da politiche di identità, l’esigenza di costruire ponti tra le società civili sulle sponde nord e sud del Mediterraneo, uscire da una lettura semplicistica dei ruoli e leggere la regione nella complessità degli stakeholder presenti. Questi i temi al centro del workshop “Mediterraneo: futuri in comune”, organizzato da LINK2007 presso il Ministero degli Affari Esteri, all’interno del progetto “More and better Europe”, promosso da Concord Italia nel quadro del Semestre Europeo. Esponenti delle società civili italiana, siriana, algerina, libanese e saharawi, istituzioni, università, centri di ricerca e media hanno partecipato al dibattito confrontandosi su modelli di welfare, spazi di partecipazione delle società civili e ruolo dei media nel creare inclusione e vicinanza tra le due sponde del Mediterraneo. Dal workshop è emersa la complessità delle tematiche che coinvolgono la regione nella ricerca di una soluzione che, partendo da esigenze diverse, non può che essere comune. Le necessità di rafforzare gli spazi di partecipazione per le organizzazioni della società civile, di trovare una formula che consenta di superare i conflitti, di creare spazi reali di inclusione e negoziazione sono emerse dal dibattito come imprescindibili per la costruzione di futuri comuni. L’aiuto deve uscire dagli schemi fissi ed essere messo al centro dell’attenzione, incoraggiando la partecipazione congiunta di società civili, istituzioni e decision maker delle due sponde del Mediterraneo. Il workshop “Mediterraneo: futuri in comune” è il primo appuntamento di un percorso, che mira a costruire strategie e policy condivise. A breve saranno pubblicati gli atti del workshop.
In occasione del semestre di Presidenza Italiana dell’Ue, si è tenuta presso l'Aula “Aldo Moro”, Palazzo Farnesina, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, una Tavola Rotonda sull'Aiuto Umanitario, promosso da LINK2007- Cooperazione in Rete, con il sostegno organizzativo di Intersos, VOICE, che vede la partecipazione delle Ong italiane ed europee che operano nel settore umanitario e di altri attori coinvolti. L’evento ha contribuito a compiere dei passi in avanti su alcuni specifici temi attualmente in discussione nell’Unione Europa. È stata una valida occasione per esaminare le connessioni esistenti fra l'UE e la realtà nazionale in merito alle politiche ed alla pratica dell’aiuto umanitario.Sostenuto dalla Commissione Europea attraverso il Dipartimento di Aiuto Umanitario. Si ringrazia la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo per aver favorito questo evento nel quadro delle iniziative del semestre di Presidenza Italiana dell'UE. Programma e Agenda dei lavori in italiano ed in inglese consultabile anche nella sezione SALA STAMPA. Per partecipare alla Tavola Rotonda, necessaria l'iscrizione: http://goo.gl/AdbvGc
La rete di Ong “LINK 2007 ” ha diffuso un approfondito documento in occasione del Workshop internazionale “Integrare la migrazione nello sviluppo”, nel quadro di presidenza italiana dell’Ue (OIM e MAECI, Farnesina, Roma 2-3 ottobre). Possibile scaricare la versione integrale CLICCANDO sul titolo, il documento in inglese anche nella sezione SALA STAMPA. Il documento, curato da INTERSOS , mette in evidenza da un lato i differenti interessi degli Stati e dei migranti e dall’altro le opportunità che potrebbero derivarne per entrambi. La via indicata è duplice: quella di una coerente e lungimirante gestione dei flussi migratori, basata su diritti umani, dignità della persona, integrazione, e quella di rapporti di cooperazione tra i territori legati dal flusso migratorio, qui e lì, per un co-sviluppo ad interesse e beneficio reciproco. Il testo, in italiano e inglese, parte dai fattori che causano le migrazioni, in particolare le disuguaglianze, la povertà, l’incremento demografico, il crescente bisogno di opportunità di lavoro, le calamità causate dai cambiamenti climatici, le guerre e le persecuzioni, il desiderio delle nuove generazioni di muoversi per cercare nuove opportunità. Allarmanti sono i dati riportati: 2,7 miliardi di persone vivono ancora con meno di 1,5 euro al giorno, con un miliardo che soffre la fame. Rispetto ai 106 milioni del 2012, sono 350 milioni le persone colpite da calamità. Altre 51,2 milioni fuggono da guerre e persecuzioni. I paesi più ricchi rimarranno stabili sui 1,3 miliardi di persone in società che invecchiano, mentre il resto del mondo continuerà a crescere portando la popolazione globale dai 7,2 miliardi nel 2013 ai 9,6 miliardi nel 2050. La popolazione africana passerà dagli attuali 1,1 miliardi a 2,4 miliardi, con età media intorno ai 20 anni (contro i 29-30 di quella mondiale e i 43 dell’UE) e con 700 milioni di persone in età lavorativa. Si tratta delle proiezioni diffuse nel 2013 dal Word Population Prospect dell’ONU, che il documento di Link ritiene valide nella proiezione limitata al 2050. “Non vi è dubbio che il continente più vicino a noi, l’Africa, giocherà un ruolo centrale nella distribuzione della popolazione mondiale in questo secolo”. Se non riuscisse ad “offrire nuove opportunità di lavoro, la migrazione di decine, forse centinaia di milioni di persone verso paesi africani economicamente più forti o verso l’Europa sarà inevitabile. Creare occupazione in Africa diventa un’assoluta priorità”. … Comunicato Stampa e documenti integrali sia in italiano che in inglese nella Sezione SALA STAMPA
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