Siamo ancora in tempo?

L'ITALIA E GLI OBIETTIVI DEL MILLENNIO

Nel dossier sono raccolti spunti e stimoli al dibattito sulla cooperazione allo sviluppo dell’Italia che affrontano il nodo dei contenuti e delle strategie possibili per un’azione che abbia come prima finalità il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. L’investimento di risorse – economiche e umane – e l’adozione di politiche che contribuiscano alla realizzazione di questi obiettivi non è una scelta che il Governo italiano possa considerare facoltativa: è un preciso impegno che l’Italia ha ufficialmente assunto in molteplici sedi internazionali. Disattenderlo implicherebbe una forte perdita di credibilità del nostro Paese e, parallelamente, un importante calo della nostra affidabilità come partner in un mondo globalizzato. L’Italia – nonostante gli effetti della crisi economica internazionale – rimane un paese importante sulla scena internazionale. Senza la sua partecipazione, nemmeno l’Unione Europea, il primo donatore mondiale, riuscirà a raggiungere i traguardi posti dagli MDG. LINK 2007 – che riunisce alcune tra le maggiori ONG Italiane – forte dell’importante patrimonio di attività e di risorse investite da anni nei paesi del Sud in programmi di cooperazione e azione umanitaria cui partecipano migliaia di operatori della solidarietà e di collaboratori locali, crede che il Governo italiano debba affrontare seriamente la questione dell’importanza e rilevanza politica – e quindi dei contenuti e della qualità – della sua azione di cooperazione internazionale allo sviluppo. L’Italia è attualmente uno dei donatori del DAC-OCSE1 con la peggiore performance rispetto alla percentuale di PIL investita nella cooperazione allo sviluppo. Il Governo italiano deve ora porsi seriamente la questione se l’Italia voglia continuare a sedere tra i paesi che contano oppure debba rinunciarvi, esprimendo una realtà di declino della propria rilevanza sulla scena internazionale. Se l’Italia non vuole accontentarsi di un ruolo internazionale di secondo piano, è indispensabile una presa di posizione chiara e convinta, accompagnata dallo stanziamento di adeguate risorse finanziarie e da coerenti iniziative politiche. Nel mondo globalizzato – soprattutto nel caso di un’iniziativa tanto ambiziosa come quella degli MDG – le sole buone intenzioni e gli impegni non rispettati, di cui purtroppo l’Italia è stata troppo spesso un esempio, relegano i paesi cosiddetti “grandi” alla marginalità. Le ONG di LINK 2007 ritengono che, nonostante le difficoltà economiche e le promesse mancate, l’Italia possa ancora farcela e non debba perdere questa fondamentale occasione per partecipare con un ruolo attivo e propositivo all’ineludibile lotta contro la povertà. Se la miseria è prima di tutto l’assenza di diritti sofferta da una parte della popolazione mondiale, cause e conseguenze dell’indigenza coinvolgono pienamente i Paesi del Nord ed è essenzialmente nel loro interesse agire affinché il vergognoso disequilibrio nell’accesso alle risorse si riduca e non giunga ad un punto di rottura drammatico. Il Vertice del G8 a presidenza italiana nel 2009 – ovvero all’inizio della fase finale prevista per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio – è l’occasione per il Governo italiano di dimostrare, senza limitarsi ai proclami e agli auspici, la propria vera statura internazionale e la capacità di contribuire alla soluzione dei grandi problemi mondiali.

Il dossier MDG in pdf