SEMINARIO 2 FEBBRAIO 2012 - PALAZZO TURATI, Via Meravigli 9/b Sala Consiglio - MILANO ore 9-13,30
E’ arrivato alle ultime battute della sua prima fase il progetto Informare: percorsi di co-sviluppo tra Italia e Marocco, il cui avvio era stato presentato nello scorso maggio. Il progetto è stato realizzato grazie al cofinanziamento del Comune di Milano. Attraverso un innovativo percorso, che ha visto la partecipazione concreta di numerosi partner, si sono raggiunti obiettivi che ci pare interessante e utile presentare in un seminario pubblico.
Nel 2011 il COSV, la rivista Aljarida, la Camera di Commercio di Milano, l'Unione degli Artigiani della Provincia di Milano, l'associazione marocchina al-Ouissal e il Centro Regionale per gli Investimenti (CRI) della Regione marocchina Tadla Azilal hanno avviato un percorso di formazione e informazione per i marocchini e gli italiani intenzionati ad investire in Marocco, con il patrocinio del Ministero della Comunità Marocchina Residente all'Estero.
Primo esperimento nel suo genere, il progetto ha inteso promuovere gli investimenti dei migranti marocchini residenti in Italia (nel territorio di Milano e Provincia in particolare) e degli imprenditori italiani interessati a progetti imprenditoriali, che abbiano ricadute significative in termini di sviluppo economico nella regione di Tadla Azilal (Marocco) o nel potenziamento/creazione di progetti imprenditoriali in Italia.
In sintesi i partner del progetto hanno avviato un vero e proprio percorso di accompagnamento all'imprenditore, che parte da Milano e che termina nella regione Tadla Azilal.
Tale percorso verrà descritto dai protagonisti del progetto, per permettere la raccolta di commenti e suggerimenti utili per l’avvio della seconda fase del programma.
Milano, 20.01.2012
> LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE PUÒ RINASCERE
Analisi e proposte di Link 2007 - Cooperazione in Rete
Il presidente Monti ha dato un positivo segnale con l’istituzione di uno specifico ministero per la cooperazione internazionale e l’integrazione. La metà dei paesi Ocse hanno un ministero esclusivamente dedicato alla cooperazione allo sviluppo, convinti dei vantaggi prodotti da solidi rapporti di cooperazione tra governi e tra società civili e della loro importanza per la stabilità e la pace. Una seria riflessione in merito va ora fatta anche in Italia e i paragrafi che seguono intendono dare un contributo all’auspicabile approfondimento e confronto.
Occorre innanzitutto che venga sciolto ogni conflitto di attribuzione con il Ministro degli esteri a cui la normativa in vigore dal 1987 conferisce la competenza sulla cooperazione allo sviluppo, che può essere delegata solo ad un Sottosegretario agli esteri. Il compromesso bicefalo introdotto il 29 dicembre scorso negli articoli sulla cooperazione civile del decreto di proroga delle missioni internazionali non può reggere a lungo. Alcune modifiche alla legge potrebbero essere fatte subito, inserendole in un decreto legge in cui siano al contempo attribuite con chiarezza le deleghe al Ministro per la cooperazione internazionale al fine di dotarlo dei necessari strumenti politici e operativi. Dopo di che, sia il Governo a presentare al Parlamento un disegno di legge che riveda radicalmente la materia della cooperazione allo sviluppo, valorizzandola ed adeguandola al mutato contesto internazionale e alla pluralità dei soggetti istituzionali che contribuiscono ormai alla sua realizzazione. Il Parlamento non perda quest’occasione per chiudere entro la legislatura il cammino di riforma della legge 49 del 1987 iniziato quindici anni fa e mai concluso. Non riuscirci sarebbe dannoso alla credibilità internazionale del nostro paese. Il Ministro per la cooperazione internazionale potrebbe convocare una nuova Conferenza nazionale sulla cooperazione allo sviluppo che coinvolga tutti i soggetti interessati. Se ne sente il bisogno, dato che l’ultima è stata realizzata nel 1991, dopo le prime due di rilievo del 1981 e del 1985.
Le Ong di Link2007 hanno chiesto al Presidente del Consiglio Mario Monti un rinnovato protagonismo del nostro paese nei contesti internazionali, anche dando corpo e forza al nuovo Ministero per la cooperazione allo sviluppo. In una lettera del 6 dicembre firmata dal Presidente di Link2007 Arturo Alberti, le Ong Avsi, Cesvi, Cisp, Coopi, Cosv, Medici con l’Africa-Cuamm, Gvc, Icu, Intersos, Lvia ricordano che altri paesi europei hanno da tempo fatto la scelta dello specifico ministero, certi che “la presenza attiva in paesi e in aree interessate a mantenere viva una relazione di reciproca utilità in un rapporto di cooperazione tra governi e tra società civili, sia una scelta lungimirante e vantaggiosa”. La lettera riprende anche concetti espressi lo stesso giorno in un incontro con il Ministro della cooperazione internazionale Andrea Riccardi, che partono dalla constatazione che “alla politica estera contribuiscono ormai più soggetti e i rapporti di cooperazione internazionale coinvolgono le competenze di più dicasteri”. Ciò richiede un’azione fortemente coordinata e Link 2007 auspica quindi “che da parte di tutti i Ministeri coinvolti vi sia la massima collaborazione per far sì che la cooperazione riceva attenzione e supporto per costruire il tanto auspicato sistema paese e per far riguadagnare all’Italia il positivo ruolo che ha sempre avuto nelle sedi internazionali e nel rapporto con i paesi terzi”.
“Contiamo in un Ministero della cooperazione internazionale che sia efficace e quindi dotato dei necessari strumenti politici e operativi. Siamo coscienti che stiamo attraversando una situazione difficile, ma siamo convinti, sulla base dell’esperienza accumulata negli anni, che ogni serio investimento nella cooperazione internazionale, anche relativamente modesto, e ogni rapporto positivo con i paesi terzi nel momento del bisogno, si traducono sempre in beneficio per il nostro Paese se gestiti con la dovuta attenzione e il necessario coordinamento, in una visione lungimirante, che guardi al domani e proietti nuovamente l’Italia nel mondo”. “Chiediamo a Lei e al Governo - continua la lettera di Arturo Alberti - di dare quel segnale forte che sollecitiamo, in una visione proiettata al futuro che consenta all’Italia di avere il ruolo internazionale che merita”.
Roma, 7.12.2011
























